In questo, ci può ispirare l’amore di Dio per ciascuno di noi, amore liberante, illimitato, gratuito, instancabile. Ogni guerra, in realtà, si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana. 17/12/2020 In vista della 54a Giornata mondiale del prossimo primo gennaio Francesco sprona a far tesoro della lezione che ci sta dando la pandemia: nessuno si salva da solo. [7] Lett. past. Il mondo non ha bisogno di parole vuote, ma di testimoni convinti, di artigiani della pace aperti al dialogo senza esclusioni né manipolazioni. Discorso ai dirigenti delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani. Speranza, dialogo, riconciliazione e conversione ecologica, le parole chiave. [4] Discorso sulla Pace, Hiroshima, Memoriale della Pace, 24 novembre 2019. Dobbiamo perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca. Giorno dopo giorno, lo Spirito Santo ci suggerisce atteggiamenti e parole affinché diventiamo artigiani di giustizia e di pace. Il Messaggio di Papa Francesco per la 54.ma Giornata mondiale della pace, che verrà celebrata il primo gennaio 2021, ha per titolo “La cultura della cura come percorso di pace”. La pace, cammino di Si tratta prima di tutto di credere nella possibilità della pace, di credere che l’altro ha il nostro stesso bisogno di pace. [6] Cfr Benedetto XVI, Discorso ai dirigenti delle Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, 27 gennaio 2006. Nel suo Messaggio per la celebrazione della LIII Giornata mondiale della pace (1 gennaio 2020), intitolato “La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”, datato 8 dicembre 2019 e diffuso ieri 12 dicembre, papa Francesco dipinge con linguaggio efficace il drammatico quadro della situazione odierna dell’umanità intera. Il processo di pace è quindi un impegno che dura nel tempo. Fino a sette volte?”. L’altro non va mai rinchiuso in ciò che ha potuto dire o fare, ma va considerato per la promessa che porta in sé. Infatti, le risorse naturali, le numerose forme di vita e la Terra stessa ci sono affidate per essere “coltivate e custodite” (cfr Gen 2,15) anche per le generazioni future, con la partecipazione responsabile e operosa di ognuno. E che ogni persona, venendo in questo mondo, possa conoscere un’esistenza di pace e sviluppare pienamente la promessa d’amore e di vita che porta in sé. Anche intere nazioni stentano a liberarsi dalle catene dello sfruttamento e della corruzione, che alimentano odi e violenze. Come loro molti, in ogni parte del mondo, offrono alle future generazioni il servizio imprescindibile della memoria, che va custodita non solo per non commettere di nuovo gli stessi errori o perché non vengano riproposti gli schemi illusori del passato, ma anche perché essa, frutto dell’esperienza, costituisca la radice e suggerisca la traccia per le presenti e le future scelte di pace. Ci chiediamo che cosa sia questa “cultura della cura” che il Papa ha lanciato proprio alla fine di quest’anno particolare e come messaggio per tutti gli operatori di pace … La loro testimonianza risveglia e conserva in questo modo la memoria delle vittime, affinché la coscienza umana diventi sempre più forte di fronte ad ogni volontà di dominio e di distruzione: «Non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto accaduto, quella memoria che è garanzia e stimolo per costruire un futuro più giusto e fraterno».[4]. La pace, in effetti, si attinge nel profondo del cuore umano e la volontà politica va sempre rinvigorita, per aprire nuovi processi che riconcilino e uniscano persone e comunità. Infatti, non si può giungere veramente alla pace se non quando vi sia un convinto dialogo di uomini e donne che cercano la verità al di là delle ideologie e delle opinioni diverse. Vat. Che Maria, Madre del Principe della pace e Madre di tutti i popoli della terra, ci accompagni e ci sostenga nel cammino di riconciliazione, passo dopo passo. La pace, cammino di riconciliazione nella comunione fraterna. enc. Di fronte alle conseguenze della nostra ostilità verso gli altri, del mancato rispetto della casa comune e dello sfruttamento abusivo delle risorse naturali – viste come strumenti utili unicamente per il profitto di oggi, senza rispetto per le comunità locali, per il bene comune e per la natura – abbiamo bisogno di una conversione ecologica. Il recente Sinodo sull’Amazzonia ci spinge a rivolgere, in modo rinnovato, l’appello per una relazione pacifica tra le comunità e la terra, tra il presente e la memoria, tra le esperienze e le speranze. Aprire e tracciare un cammino di pace è una sfida, tanto più complessa in quanto gli interessi in gioco, nei rapporti tra persone, comunità e nazioni, sono molteplici e contradditori. Un webinar di riflessione e testimonianze sul tema del Messaggio che il Papa offrirà per la Giornata Mondiale della Pace del 1 gennaio 2021: questo sostituirà la tradizionale Marcia che la pandemia impedisce di svolgere nelle consuete modalità [3] Come, allora, costruire un cammino di pace e di riconoscimento reciproco? 1 GENNAIO 2021 LA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE 1. In uno Stato di diritto, la democrazia può essere un paradigma significativo di questo processo, se è basata sulla giustizia e sull’impegno a salvaguardare i diritti di ciascuno, specie se debole o emarginato, nella continua ricerca della verità. 4. Il significato e la pratica del dovere sono condizionati dal dominio di sé, come pure l’accettazione delle responsabilità e dei limiti posti all’esercizio della libertà dell’individuo o del gruppo».[7]. Alle soglie del nuovo anno, desidero porgere i miei più rispettosi saluti ai … Si tratta di abbandonare il desiderio di dominare gli altri e imparare a guardarci a vicenda come persone, come figli di Dio, come fratelli. ap. Ci guida il brano del Vangelo che riporta il seguente colloquio tra Pietro e Gesù: «â€œSignore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Tale conversione va intesa in maniera integrale, come una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita. Messaggio del Santo Padre per la LIII Giornata Mondiale della Pace [1 gennaio 2020] - Attività del Santo Padre Francesco Attività del Santo Padre Francesco 2019 Dicembre 12 Perciò, non possiamo pretendere di mantenere la stabilità nel mondo attraverso la paura dell’annientamento, in un equilibrio quanto mai instabile, sospeso sull’orlo del baratro nucleare e chiuso all’interno dei muri dell’indifferenza, dove si prendono decisioni socio-economiche che aprono la strada ai drammi dello scarto dell’uomo e del creato, invece di custodirci gli uni gli altri. Come scriveva Benedetto XVI, dieci anni fa, nella Lettera Enciclica Caritas in veritate: «La vittoria del sottosviluppo richiede di agire non solo sul miglioramento delle transazioni fondate sullo scambio, non solo sui trasferimenti delle strutture assistenziali di natura pubblica, ma soprattutto sulla progressiva apertura, in contesto mondiale, a forme di attività economica caratterizzate da quote di gratuità e comunione» (n. 39). Ogni situazione di minaccia alimenta la sfiducia e il ripiegamento sulla propria condizione. Messaggio per la IV Giornata Mondiale dei Poveri istituita da Papa Francesco a conclusione del Giubileo della Misericordia, la XXXIII Domenica del tempo ordinario [15 novembre 2020], 13 giugno 2020 Le terribili prove dei conflitti civili e di quelli internazionali, aggravate spesso da violenze prive di ogni pietà, segnano a lungo il corpo e l’anima dell’umanità. Alle soglie del nuovo anno, desidero porgere i … [3] Cfr Omelia a Lampedusa, 8 luglio 2013. Jorge Mario Bergoglio invita tutti gli uomini e le donne di Praticare ed educare alla cura, scrive il Papa, è la Come sottolineava San Paolo VI, «la duplice aspirazione all’uguaglianza e alla partecipazione è diretta a promuovere un tipo di società democratica […]. Tante vittime innocenti si trovano a portare su di sé lo strazio dell’umiliazione e dell’esclusione, del lutto e dell’ingiustizia, se non addirittura i traumi derivanti dall’accanimento sistematico contro il loro popolo e i loro cari. La cultura dell’incontro tra fratelli e sorelle rompe con la cultura della minaccia. È un lavoro paziente di ricerca della verità e della giustizia, che onora la memoria delle vittime e che apre, passo dopo passo, a una speranza comune, più forte della vendetta. Il mondo non ha bisogno di parole vuote, ma di testimoni convinti, di artigiani della pace aperti al dialogo senza esclusioni né manipolazioni. Il 1° gennaio 2020 è la 53ª Giornata mondiale della pace, istituita da Paolo VI nel 1967, e il messaggio di Papa Francesco ha per tema «La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica» In questo senso, anche la dissuasione nucleare non può che creare una sicurezza illusoria. È importante, quindi, andare oltre i nostri timori umani, riconoscendoci figli bisognosi, davanti a Colui che ci ama e ci attende, come il Padre del figlio prodigo (cfr Lc 15,11-24). Lo scrive Papa Francesco nel suo Messaggio, reso noto oggi, per la 54.ma Giornata mondiale della pace, che verrà celebrata il primo gennaio 2021, solennità di Maria Santissima, Madre di Dio. II, Cost. La conversione ecologica alla quale facciamo appello ci conduce quindi a un nuovo sguardo sulla vita, considerando la generosità del Creatore che ci ha donato la Terra e che ci richiama alla gioiosa sobrietà della condivisione. È una delle indicazioni contenute nel messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale della pace. La Bibbia, in modo particolare mediante la parola dei profeti, richiama le coscienze e i popoli all’alleanza di Dio con l’umanità. [6] Si tratta di una costruzione sociale e di un’elaborazione in divenire, in cui ciascuno porta responsabilmente il proprio contributo, a tutti i livelli della collettività locale, nazionale e mondiale. Per i discepoli di Cristo, questo cammino è sostenuto anche dal sacramento della Riconciliazione, donato dal Signore per la remissione dei peccati dei battezzati. Risulta paradossale, come ho avuto modo di notare durante il recente viaggio in Giappone, che «il nostro mondo vive la dicotomia perversa di voler difendere e garantire la stabilità e la pace sulla base di una falsa sicurezza supportata da una mentalità di paura e sfiducia, che finisce per avvelenare le relazioni tra i popoli e impedire ogni possibile dialogo. LIV Giornata Mondiale della Pace 2021 - La cultura della cura come percorso di pace, LIII Giornata Mondiale della Pace 2020 - La Pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica, LII Giornata Mondiale della Pace 2019 - La buona politica è al servizio della pace, LI Giornata Mondiale della Pace 2018 - Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace, L Giornata Mondiale della Pace 2017 - La nonviolenza: stile di una politica per la pace, XLIX Giornata Mondiale della Pace 2016 - Vinci l’indifferenza e conquista la pace, XLVIII Giornata Mondiale della Pace 2015 - Non più schiavi, ma fratelli, XLVII Giornata Mondiale della Pace 2014 - Fraternità, fondamento e via per la pace, Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Giornata Mondiale della Preghiera per le Vocazioni. 2. La pace, cammino di speranza di fronte agli ostacoli e alle prove. La paura è spesso fonte di conflitto. La pace, cammino di ascolto basato sulla memoria, sulla solidarietà e sulla fraternità, Gli Hibakusha, i sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, sono tra quelli che oggi mantengono viva la fiamma della coscienza collettiva, testimoniando alle generazioni successive l’orrore di ciò che accadde nell’agosto del 1945 e le sofferenze indicibili che ne sono seguite fino ad oggi. La pace, cammino di conversione ecologica, «Se una cattiva comprensione dei nostri principi ci ha portato a volte a giustificare l’abuso della natura o il dominio dispotico dell’essere umano sul creato, o le guerre, l’ingiustizia e la violenza, come credenti possiamo riconoscere che in tal modo siamo stati infedeli al tesoro di sapienza che avremmo dovuto custodire».[8].